viaduscita

Un ricordo, un flash back, un sogno premonitore, un finale, può essere tutto, può essere nulla. Si apre così lo spettacolo “VIA D’USCITA”, con l’atto finale più crudele e violento, di una giovane “debole” ragazza di 17 anni. I suoi rapporti con gli altri amplificano questa sua auto considerazione di “debolezza”. Anche il rapporto con la sorella maggiore è basato su ruoli “debole” e “forte”. Ma chi è il “debole”? chi è il “forte”? Non esistono deboli, non esistono forti. Si ripercorrono i giorni, delicati, della ragazza, Marlene. Da quel pomeriggio che si è lasciata condurre dal “forte” carnefice, Marco, verso una videochiamata. Un po' per sfinimento, un po' per curiosità la ragazza, dopo svariate richieste e pressioni, decide di assecondare il ragazzo e si spoglia via webcam. Marco non attende a registrare il tutto, e con qualche, abile, modifica fa girare il video di Marlene a tutta la scuola, ma internet è senza limiti ormai, lo dicono anche le reclame, così a macchia d’olio il video arriva sullo smartphone, tablet, computer di tutti.

È una strada senza uscita? C’è una via d’uscita per Marlene?

Dopo uno sviluppo psicologico ci attende un finale filosofico dove l’abbandono del “debole” e del “forte” è risolutivo e approda nell’ “io” e constata che “LA PERFEZIONE È SOLO UN’IDEALIZZAZIONE”.

 

 

 

Forte fa il forte spesso perché non si piace,

Debole fa il debole perché, inconsciamente, accetta di essere una preda in preda all’abbattitore naturale.

Per il pasto è difficile accettare il ruolo di vittima dato dal nuovo carnefice!

 

Non essere più vittima, né carnefice, abbandona il ruolo! Sii te stesso!

 

Non accettare la definizione di nessuno sulla tua vita, definisci te stesso!

 

Odiare è facile, essere originali e diversi richiede intelligenza.richiede intelligenza.

costituzione

COMUNICATO STAMPA

 

L’Assessorato alla scuola, sport e politiche giovanili e la Commissione Scuola del Municipio XIII Aurelio, nell’ambito dell’iniziativa “Buon compleanno Costituzione”, promossa dall’Assessorato comunale alla persona scuola e comunità solidale di Roma, presenta il progetto ‘Convivere per vivere insieme”.

In collaborazione con la Questura di Roma, con il colonnello Rosa Vinciguerra del Ministero della Difesa, con il prezioso contributo della sezione Anpi Aurelio Cavalleggeri e l’interpretazione del Teatro Stabile dei Giovani diretto da Piermarco Venditti e Ornella Cerro, il progetto, ripercorrendo la nostra nazionale del dopoguerra e le tappe fondamentali che hanno permesso, con l’elezione dell’Assemblea Costituente, di donare all’Italia una delle carte Costituzionali più intense e all’avanguardia nel mondo di ieri e di oggi, focalizzerà il percorso sull’articolo 3 della Costituzione, scelto come un faro ad illuminare la via. Fortemente voluto come tema centrale del progetto, l’articolo 3 rappresenta l’essenza stessa della Costituzione laddove riafferma la coscienza di una comunità in cui libertà e giustizia sociale sono strettamente intrecciate con la tensione verso l’uguaglianza degli individui e la garanzia delle pari opportunità. Si parte dalla conoscenza dell’articolo 3 per arrivare ad educare alla legalità, al rispetto della dignità umana e all’uguaglianza sociale degli individui.

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