LO SPETTACOLO
Il dramma di Domenico Trischitta racconta gli ultimi mesi francesi di Vincenzo Bellini, fino alla prematura
scomparsa a meno di trentaquattro anni. Del grande musicista lo spettacolo racconta gli splendori del successo e le miserie della quotidianità... coinvolto in un enigmatico triangolo psicologico col suo amico Samuel Levys e colla sua attraente consorte... fino al delirio finale nel quale disperatamente cerca di aggrapparsi alla vita che gli sfugge di mano, vagheggiando la sua Catania ormai troppo lontana.
Uno spettacolo pieno di musica e di passioni, con la regia di Massimiliano Perrotta.
PRESENTAZIONE DEL REGISTA
Il tema centrale di questo “Bellini a Puteaux” di Domenico Trischitta, come già del precedente “Sabbie mobili”, è l'ossessione del successo. Si tratta di un “melodramma” allucinato e moderno, dove i fatti scenici ci riportano all'età romantica, ma l'approccio smitizzante è senz'altro nostro contemporaneo. Nell'opera ritroviamo il vitalismo sordido che abbiamo amato in altre pagine dell'autore. Per Trischitta la cifra di Bellini è la normalità: del sommo musicista catanese la pièce racconta gli splendori del successo ma non tace le miserie della quotidianità, invischiandolo in un triangolo di manipolazioni psicologiche nel quale è al tempo stesso
vittima e carnefice. Però, nel febbrile monologo conclusivo, mentre disperatamente prova ad afferrare la vita che gli sfugge di mano,
Bellini finisce col dubitare di se stesso, del proprio destino... così approdando alla sua nuda verità di uomo.

locandinabelliniaputeaux
18451405102091117787673223096985553251970353o
18422438102091117782073084094745669245432569o
18449291102091117901276069206229371677946928o
18422421102091118099681024170915588890466548o
Create a website